Epoca Nuova


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Proponiamo trattamenti vibrazionali singoli e di gruppo con strumenti etnici appositamente accordati a 432Hz, nell'armonia dell'universo.
Questa antichissima accordatura produce effetti terapeutici di grande benessere psico-fisico sin dai primi trattamenti, accompagnando le persone trattate verso un'intima e preziosa comunicazione con il proprio Sé e con la propria Anima.
Utilizziamo principalmente Voce, Hang Drum, Flauti Nativi Americani, Campane Tibetane e Tamburi Sciamanici suonati dal vivo per creare potenti armonie che hanno il potere di riequilibrare e riaccordare i centri di energia del corpo.
E' un'esperienza unica e rigenerante che porta a profonda meditazione nell'armonia del Ben-Essere ed è rivolta a moltissime realtà come SPA, Centri Benessere, Centri Olistici, Piscine, Hotel, Teatri, Organizzazioni in genere che intendono utilizzare anche spazi liberi all'aperto creando comunione emozionale e spirituale.
Oltre ai benefici effetti già citati possiamo includere sblocchi energetici, armonizzazione delle cellule, rilassamento da tensioni, rilassamento della mente con aumento delle capacità creative, miglioramento del proprio sistema immunitario.

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SPIRITO E MATERIA
l'accordatura a 432 hz

Ho sempre conosciuto anche ai tempi del conservatorio il LA a 432 Hz come “LA Verdiano” senza mai ricercare il significato intrinseco di questa precisa frequenza. In questo articolo desidero proporre ai lettori ciò che la mia personale esperienza mi ha permesso di trasformare in contenuti di utilità. Il mio risveglio nasce grazie a comunicazioni avute da Energie di altra dimensione ed ho sentito forte il desiderio di conoscere l'argomento, come se una forza proveniente da un luogo misterioso ma ben conosciuto dal cuore, mi esortasse a testimoniare. Così ha preso forma in me quella voglia che prima di questo evento era sterile ricerca e che ora è profondo entusiasmo del sentire di vero. Questa è la scintilla che mi ha condotto nel cammino dell'approfondimento ed è stato sorprendente trovare notizie che riflettevano fedelmente le informazioni avute in dono dal cielo... diciamo così. Queste notizie, che di seguito elencherò, fanno anche parte degli studi di altri ricercatori che stanno cercando di diffondere le loro conoscenze a riguardo. Tutto nasce dal bisogno di suonare intonati assieme ad altri esecutori.
Ciò induce alla necessità di adottare una nota (frequenza) di riferimento per tutti. Ad oggi questa nota è il LA con una frequenza di 440Hz. Chi di voi non ha mai sentito la classica frase “dammi il LA” per intendere “mettiamoci in sintonia”? Il diapason serve proprio a questo, a dare una nota di riferimento. Ma come siamo arrivati a stabilire che questo LA deve avere una frequenza di 440Hz? Partiamo dal presupposto che tutto vibra e la vibrazione è nel tutto; atomi, molecole, cellule, organi interni, neuroni del cervello e quindi noi stessi siamo in continua vibrazione. Sono persuaso, visti gli innumerevoli studi eseguiti da insigni medici e scienziati, che molti nostri malanni psico-fisici sono dovuti a vibrazioni disarmoniche delle frequenze che ci colpiscono. Sono altrettanto convinto che suonando accordati a 432 Hz ristabiliamo l'equilibrio armonico che mette in risonanza il nostro corpo creando armonia vibrazionale e, di conseguenza, guarigione. Margherita Fronte, giornalista, che si occupa di medicina, scienza e ambiente per il Corriere della Sera e per i giornali del gruppo Focus ed è docente del Master in Comunicazione della Scienza presso la Scuola internazionale superiore di studi avanzati (SISSA) di Trieste ha recentemente intervistato il Prof. Carlo Ventura, direttore del laboratorio di biologia molecolare e bioingegneria delle cellule staminali presso l'istituto di cardiologia dell'università di Bologna ed è in stretta collaborazione con Università della California. Egli afferma che le cellule, come tutto l'universo, vibrano e, facendo ascoltare le giuste frequenze alle cellule staminali, queste ultime possono essere istruite per divenire cellule specifiche dei nostri organi. La vibrazione è dunque nel tutto e le vibrazioni possono modificare la materia.

Lo ha dimostrato Ernst Chladni (1756-1827) con la Cimatica che studia le forme prodotte dalle vibrazioni. Chladni e, dopo di lui, Hans Jenny riuscirono a provare scientificamente che le vibrazioni modificano la materia. Mi sento di affermare che il mio corpo, che già vibra di suo (cellule), è investito da vibrazioni esterne e, se queste non sono in risonanza con le mie vibrazioni si viene a creare uno sconquasso, si crea disarmonia e ciò è distruttivo.

Se andiamo a ritroso nel tempo scopriamo che Mozart, Beethoven e la Scuola Italiana utilizzavano intonazioni del DO a 256 hertz che è nella proporzione armonica della scala temperata del LA 432Hz. Sono state ritrovate delle trombe in alcune tombe egizie ed è stato riscontrato che erano accordate a 432 Hz. Gli Stradivari erano costruiti per essere intonati e suonati a 432 Hz. Giuseppe Verdi voleva fermamente il corista a 432Hz e ha combattuto anche a livello governativo per vedere realizzato il suo obiettivo.In Europa il LA a 440 Hz fu imposto alla prima conferenza internazionale organizzata dal ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels, che la volle come intonazione ufficiale germanica visto che i suoi soldati, ascoltando musica così intonata, si caricavano di tensione ed aggressività prima delle battaglie.Nel 1965, nei libri di testo italiani, l’intonazione ufficiale manteneva ancora il LA a 432 Hz. Solamente nel 1971 il LA a 440 Hz fu riconosciuto per legge da una delegazione del Consiglio d'Europa a cui si adeguò anche l'Italia.Elenco ora alcune “coincidenze” che ho ritrovato in varie ricerche. Un adulto in buona salute durante il riposo presenta 60 pulsazioni del cuore al minuto. Se le moltiplichiamo per 24 ore troviamo un risultato di 86400 battiti al giorno (432X2). L'altezza originale della grande piramide è di 432 piedi, cioè 147 m circa che moltiplicati per 43200 mi restituisce come risultato il raggio polare della terra, dal polo nord sino al centro (6350 Km circa). Stonehenge, importante sito della cultura Celtica, si trova esattamente a 51 gradi 10 minuti 42,3529 secondi latitudine nord. Se moltiplichiamo questi tre numeri otteniamo 21600 (432:2). Il diametro del sole è 1.392.000 Km cioè 864000 miglia (432x2). Il diametro della luna è 3476Km cioè 2160 miglia (432:2). Veniamo ora agli 8 Hz. Sappiamo che c'è una correlazione tra le varie note della scala temperata. Ogni nota rispetto alle altre ha un rapporto di distanza ben preciso. Ogni ottava raddoppia o dimezza il numero di frequenze, a seconda che si salga o si scenda. Nella accordatura con il LA a 440 Hz ad esempio il La all'ottava superiore sarà di 880 Hz, mentre all'ottava inferiore sarà a 220 Hz. Se accordiamo il DO in terza ottava a 256 Hz, per il sistema temperato mi ritroverò il LA in terza ottava a 432 Hz. Se ci spostiamo verso le ottave sempre più basse arriveremo a trovare un DO a 128 Hz, uno a 64 Hz, uno a 32 Hz, uno a 16 Hz ed uno a 8 Hz. Cosa avrà di particolare questa frequenza che non troviamo con l'accordatura a 440 Hz? Nell'atomo di idrogeno la differenza di fase tra il protone e l'elettrone è di 1 diviso 0,125 che dà come risultato 8. La sua frequenza vibrazionale è quindi 8Hz, se pensiamo che il nostro corpo è costituito quasi al 90% di idrogeno...8 hz è anche il battito fondamentale del pianeta conosciuto come Risonanza Fondamentale di Schumann cioè risonanze elettromagnetiche globali eccitate dalle scariche elettriche dei fulmini nella cavità che si trova tra la superficie terrestre e la ionosfera. Otto Schumann dimostrò matematicamente nel 1952 che la superficie della Terra e la ionosfera interagiscono come due armature di un gigantesco condensatore, dove la Terra è la parte negativa e la ionosfera la parte positiva.8 hz è anche la frequenza subsonica emessa dai delfini e dalle balene. 8 hz è in grado di generare la stimolazione Alfa-Theta del cervello con la quale i nostri due bioemisferi sono in equilibrio, cioè sono sincronizzati per lavorare bene insieme. La neocorteccia del cervello viene risvegliata in questa sincronizzazione ed il risultato è una armonica compensazione del sistema nervoso che genera rilassamento e liberazione da stress.I 440hz invece portano ad un innalzamento considerevole dell’emisfero sinistro del cervello causando un aumento sproporzionato dello stato beta, ed il flusso di informazioni è miliardi di volte più debole, mentre i 432hz, multiplo degli 8hz, conduce entrambi gli emisferi ad un balance di equilibrio (alfa/beta) molto importante per la nostra salute somatopsichica. E' dimostrato che i tessuti viventi emettono ed assorbono radiazioni a frequenze precise.

La frequenza in cui si registra il massimo assorbimento da parte del DNA corrisponde ad una lunghezza d’onda di 65 nanometri che è il valore preciso della 42esima ottava sopra la frequenza di 256,54 Hz. Quindi gli armonici degli 8hz sono frequenza di replicazione del DNA. Le leggi di Keplero ci hanno introdotti al fatto che l’arrangiamento planetario del nostro sistema solare segue una scala di sintonia di Do 256hz. Accade dunque che un cantante quale organismo vivente è “accordato” coerentemente con il DNA di tutte le cellule. Le frequenze delle particelle subatomiche sono anch’esse coinvolte nel processo, tanto nel cantante quanto nell’aria attraverso la quale il suono si diffonde.


Ora se il cantante, organicamente intonato a 432Hz, emette nell'aria, anch'essa intonata a 432Hz dei suoni sfasati di intonazione a 440Hz ben si comprende che creeremo battimenti e disarmonia a livello fisico. Questo non vuol dire che la musica suonata a 440Hz sia brutta da ascoltare, ma sicuramente non è armonica alla nostra salute. A questo punto mi piace fare un esempio. Se mangio un pasto pantagruelico ricco di grassi e zuccheri avrò magari appagato la mia ingordigia e sarò pieno e felice, ma avrò forse creato qualche danno al mio fisico. L'esempio mi è utile per affermare che non tutto ciò che all'apparenza ci piace ci fa necessariamente bene! Ormai da tempo, compongo e suono accordato a 432 Hz ed i risultati sono tangibili;infatti, durante le pratiche di meditazione e di incontro con la parte profonda di sé, gestite in collaborazione con psicologi, istruttori di yoga e professionisti del settore, queste frequenze facilitano il rilassamento del corpo fisico e spirituale aiutando coloro che ne fruiscono a raggiungere stati di profondo
benessere.

Stai ascoltando un brano composto dal M.Sandalo Giordano a 432Hz.
www.sandalogiordano.it

Estratto della Conferenza Ipnosi - Venezia


Parliamo di... IPNOSI

Metodica terapeutica bistrattata e per lo più rifiutata come non scientifica da quando, all’inizio del secolo scorso, S.Freud l’abbandonò per sostituirla con ciò che fu poi la psicanalisi. Oggi sappiamo che l’ipnosi è ben altro di ciò che si pensava ai tempi di Freud sebbene molti ancora la interpretino come allora.
Il fenomeno detto ipnosi è potenzialità dell’immaginazione creativa attraverso la quale è possibile intervenire sul funzionare fisico e psicologico dell’organismo umano, è in sintesi il potere che può aver la parola, se ben gestita, nell’aiutare l’altro sofferente. Per tale nuova concezione in alternativa alla parola “ipnosi” viene proposta la parola “GENIOSI” che meglio esprime le dinamiche del fenomeno.
TIRONE GIUSEPPE - Specialista in Psicologia - Psicoterapeuta - Didatta Ipnologo C.I.I.C.S. - Centro Italiano di Ipnosi Clinica e Sperimentale


CHE COS'E' L'IPNOSITERAPIA?

IPNOSITERAPIA è percorrere insieme un tratto di strada verso la liberazione.
L’uomo ha un solo fine, una sola vera meta: la LIBERAZIONE.
La liberazione è al di sopra di tutti i culti, di tutti i pensieri, di tutte le fasi, di tutti i sistemi, di tutti i sentimenti, di tutte le azioni e di tutte le esperienze.
Rammenta e trasmetti che a ciascun essere compete di camminare verso quel fine, di aquistare esperienza dei temperamenti, delle tendenze e delle inclinazioni e di giungere così a quella meta particolare, che è per tutti e che è il fine di tutte le cose. (Terapeuta anonimo)

INTERVISTA AL DOTT. G.TIRONE
sull'impiego clinico dell'ipnosi


Domanda. Oggi l’ipnosi quale malattia e quali disturbi può curare?
Risposta. La Sua domanda presuppone l’idea che l’ipnosi sia una terapia paragonabile ad un farmaco e che sia utile a curare determinati sintomi e certe malattie e, come tutti farmaci, oltre ad avere delle precise indicazioni abbia delle precise controindicazioni e dei possibili effetti collaterali.
Le cose non stanno così. Intanto va affermato che quest’idea dell’ipnosi come terapia è un’idea diffusa non soltanto fra la gente comune ma anche fra i medici e gli psicologi che ancora, dell’ipnosi, non hanno approfondito lo studio. Ogni anno alla nostra Scuola Post-Universitaria del CIICS ciics@seleneweb.com s’iscrivono medici, odontoiatri, e psicologi (dal 2001 si possono iscrivere alla Scuola, con un percorso formativo parallelo, ostetriche, infermieri professioneli e assistenti di poltrona in studi odontoiatrici). Da una valutazione delle motivazioni che spingono gli allievi a frequentare i nostri Corsi, si rileva che l’idea comune nella maggioranza di loro è proprio quella di concepire l’ipnosi come una terapia a sé e in alcuni d'essi esiste ancora il desiderio, talvolta mal celato, d'ottenere, attraverso la Scuola ‘poteri particolari’. Affermavo che le cose non stanno così.
Nel corso degli anni si sono date diverse interpretazioni del fenomeno "ipnosi" che spaziano dall’averlo creduto un fatto magico, oppure il risultato di un potere magnetico particolare fino a pensarlo un fenomeno simile al sonno. Oggi si sa che l’ipnosi è un modo normale di funzionare del nostro organismo e non ha nulla a che fare con il sonno fisiologico. È un fatto biologico espresso dalla potenzialità della nostra rappresentazione mentale.
Mi spiego: oggi si sa che la nostra mente, se adeguatamente impiegata, è in grado d'attuare modificazioni sul funzionare del nostro organismo, è in grado di realizzare modificazioni anatomiche ed è in grado di correggere abitudini e comportamenti.
Domanda. Intende affermare che con un impegno adeguato della mente sarebbe possibile modificare fisiologia e anatomia nell’organismo?
Risposta. Certamente, ma non solo. Con l’ipnosi è possibile anche modificare la percezione di sensazioni quale il dolore fisico, fino a non sentirlo, ed è possibile modificare il vissuto emotivo.
La cosa che più stupisce e a volte addirittura scandalizza i nostri allievi medici, è scoprire che con la parola è possibile eliminare le verruche che sono delle neoformazioni anatomiche d'origine virale.
Domanda. Anche il cancro è, in ultima analisi, una proliferazione disordinata di cellule, quindi come si mandano via le verruche con l’ipnosi si dovrebbe poter mandar via le masse tumorali.
Risposta. Bella domanda di difficile risposta. Se fosse così automatico, con il potere della mente si potrebbero risolvere tutti i problemi di salute dell’uomo. Ma così, purtroppo non è. Tutti i sintomi ed tutte le malattie hanno sicuramente una causa, e ciò non è contestato da alcuno; ma il fatto che ogni sintomo ed ogni malattia abbiano anche una finalità precisa nel processo evolutivo dell’intera persona, è fatto certo per alcuni, ma non così condiviso, specialmente da quegli operatori della salute che tendono a considerare la persona umana unicamente nella sua fisicità. La persona umana è molto complessa. Certo è un corpo fisico, ma è pure mente e anima perché è pensiero, emozione, sentimento, creatività, valore morale. Dette dimensioni determinate da precise leggi di funzionamento, sono così interconnesse da influenzarsi reciprocamente. Una malattia del corpo è anche sempre malattia della mente e dell’anima, come viceversa una malattia dell’anima è alla fine anche sempre una malattia del corpo. Si potrebbe affermare che la sofferenza è proprio espressione della disarmonia fra queste tre dimensioni, corpo, mente, spirito nella loro interazione nel contesto delle finalità evolutive della persona intera. Conosco la complessità del discorso e qualche esempio d'esperienza clinica potrebbe agevolarne la comprensione. Ho affermato che con poche parole è possibile eliminare le verruche.
Giunse da me tempo fa una signora con le mani completamente deturpate da brutte verruche, su quelle mani la farmacologia e la chirurgia erano già intervenute con gli strumenti che avevano a disposizione ma le verruche tornavano sempre più brutte e più grandi di prima. Soltanto la scoperta del significato sottile di quelle verruche permise alla donna di liberarsene trovando altre soluzioni al problema. Il meccanismo emotivo coinvolto era il seguente: il marito della donna le richiedeva comportamenti che moralmente lei non poteva accettare. Il rifiutare tali comportamenti si risolveva in continui litigi e forti tensioni. Soltanto quelle brutte mani davano soluzione al problema riducendo di fatto le richieste del marito. Ricordo ancora una persona con un’infiammazione del trigemino che durava ormai da mesi ed era resistente ad ogni terapia. In alcuni periodi il dolore, ad ogni più piccolo movimento, era così feroce da non consentirle né d'aprire bocca né di camminare. Il dolore fu debellato quando fu possibile comprendere il significato ricattatorio che la persona attuava attraverso quel dolore nei confronti di un familiare per avere da lui comportamenti in sintonia con i suoi desideri ed i suoi bisogni. La scoperta della finalità del dolore e il conseguente consapevole cambiamento d'atteggiamento la liberarono dalla sofferenza. Ma torniamo al cancro che molto m'interessa. Da anni lavoro in un ospedale cittadino usando l’ipnosi con le donne che hanno fatto la gravosa esperienza del carcinoma mammario. Ho impiegato l’ipnosi per aiutarle ad affrontare l’intervento chirurgico sia per le ansie pre operatorie che per le difficoltà post operatorie; l’ho usata per contrastare gli effetti collaterali della chemioterapia ma prevalentemente per capire quale finalità potesse avere nella situazione complessiva della persona quella grave malattia. Ebbene con tutte le donne con le quali ho avuto occasione d'approfondire la ricerca è emerso che quella malattia, qualsiasi sia stato l’agente fisico coinvolto, si è manifestata come modo di liberazione da una situazione di vita ritenuta insostenibile.
Ciò ci rimanda al problema della morte e al contrasto che esiste fra il desiderio inconscio di morte, presente in queste malate, e la disperazione che tali donne sperimentano al momento della diagnosi. La spiegazione del conflitto è nel fatto che la morte esiste sicuramente per la nostra mente mentre non esiste affatto nell’immaginario della nostra coscienza più profonda. Per tale coscienza la morte non è percepita come annientamento e distruzione fisica ma unicamente come liberazione. Comprenderà certo come la finalità che può sostenere una verruca non è certo paragonabile alla finalità che giustifica un cancro.
Mi piacerebbe approfondire quest'argomento ma ci porterebbe lontano.
Domanda. Ha accennato alla complessità dell’essere umano, alla causa e alla finalità delle sofferenze, ma ancora non ha detto nulla a proposito dei disturbi per i quali può essere impiegata l’ipnosi.
Risposta. Se l’ipnosi è il potere della rappresentazione mentale, è il potere che ha la mente d'agire sul corpo e su se stessa, e non è una specifica terapia, è facile arguire come possa essere impiegata in moltissime situazioni di sofferenza psicologica e di malattia fisica, ma non va dimenticato che potrà essere impiegata unicamente come strumento nell’ambito di specifiche strategie terapeutiche messe a punto dalle diverse specializzazioni mediche e psicologiche.
Per impiegare al meglio l’ipnosi è necessario si conoscano le cause e la finalità dei diversi disturbi e si tenga sempre ben presente l’interazione corpo - mente - anima, caratteristica di ogni persona. Se è un elenco che desidera avere, potrei dirle che da diversi anni ho un incarico dalla ASL della mia città per il trattamento dei disturbi psicosomatici con l’ipnosi terapia e ho ottenuto successi nelle seguenti patologie: sindromi ansioso - fobiche e depressive e in tutte le manifestazioni somatiche ad esse correlate (cefalea, insonnia, lipotimia, sudorazioni eccessive, palpitazioni, tachicardia, extrasistole, oppressioni toraciche, sintomi pseudoanginosi, tremiti interiori, dispnea, inappetenza, fame nervosa, dolori gastrici e spasmi intestinali, nausea e vomiti, diarree e costipazioni, vertigini e lombalgie), ipertensione essenziale, ansia post-infarto, nevrosi cardiaca, asma, ipertermia da difficoltà scolastiche, tosse nervosa, tabagismo, problemi alimentari, gastralgie, coliti, enuresi notturna, dismenorrea, amenorrea psicogena, algie pelviche, cistite resistente a farmaci e recidivante, dispareunia e vaginismo, anorgasmia, eiaculazione precoce, impotenza erettiva psicogena, sterilità psicogena, psoriasi, verruche, balbuzie e tic, disturbi psicologici conseguenti a mastectomia ed isterectomia, fobia della gravidanza e del parto, nausee e vomiti gravidici, cefalea ed emicrania, angoscia pre operatoria, ansia postoperatoria, fobie monosintomatiche.
Ho avuto anche occasione d'osservare risultati importanti ottenuti da colleghi medici nel contesto delle loro specializzazioni. I dermatologi impiegano l’ipnosi in diverse affezioni della pelle e del cuoio capelluto. Gli anestesisti la impiegano nel controllo del dolore e nel realizzare analgesie, specialmente nei soggetti allergici.
Gli ostetrici la impiegano nel travaglio e nel parto. I dentisti nel controllo delle ansie per la poltrona, nel controllo del dolore, e in estrazioni senza anestesia farmacologica. I Gastroenterologi la usano nelle gastroscopie. Ho assistito ad interventi chirurgici all’addome e a parti cesarei senza l’impiego d'anestetici chimici. L’elenco potrebbe continuare.
Domanda. Lei mi sta dicendo che con l’ipnosi si può curare tutto.Risposta. No, ho cercato proprio di dirle il contrario! Con l’ipnosi non si cura nulla. L’ipnosi è un modo di funzionare normale dell’organismo che può sì, essere impiegato consapevolmente da un operatore esperto con finalità terapeutiche, ma in sé è una potenzialità silente che per manifestarsi deve essere orientata al raggiungimento di un obiettivo specifico. È come l’acqua in un bacino di montagna che ha in sé certamente la possibilità di produrre energia elettrica ma perché questa sia è necessario convogliare l’acqua in una condotta in maniera da far girare i generatori. La conoscenza dell’ipnosi, intesa come "potere della rappresentazione mentale", arricchisce di uno strumento efficacissimo la strumentazione dell’operatore della salute in qualsiasi specializzazione terapeutica esso operi. Mi torna alla mente un fatto che può aiutarla a comprendere. Avevo in terapia un paziente per una sindrome ansioso depressiva. Nel fissargli l’appuntamento per la seduta successiva mi disse se glielo potevo spostare perché in quella data avrebbe dovuto accompagnare il figlio, un bambino che stava frequentando la quarta elementare, in ambulatorio per fargli cauterizzare una verruca che aveva sul ginocchio. Gli dissi che avremmo potuto tentare di eliminare la verruca con l’ipnosi e se ci fossimo riusciti avremmo evitato al bambino quell’intervento che piacevole certo non è.
Venne da me con il bambino ed io intervenni.
Il tutto si risolse in una ventina di minuti. Dal giorno successivo, era di sabato, la verruca iniziò a sfogliarsi e a cambiare di colore. Il lunedì, tornando a scuola al bambino fu chiesto il perché dell’assenza del venerdì. Egli rispose alla maestra che non era potuto andare alle lezioni perché era stato accompagnato dal padre dallo psicologo per mandare via la verruca che aveva sul ginocchio. La maestra commentò e affermò che gli psicologi non mandano via le verruche perché "fanno solo parole", per mandare via le verruche era necessario "bruciarle". La verruca tornò a rifiorire come se fosse stata concimata ed innaffiata.
Ci vollero altre due sedute nelle quali io dovetti chiarire al bambino che la sua maestra era sicuramente una bravissima maestra, che tutto sapeva di storia e geografia, ma che probabilmente non era a conoscenza delle recenti, si fa per dire, ricerche sulle potenzialità della mente e che lui e io avremmo dimostrato tali potenzialità alla maestra. La verruca, qualche giorno dopo, scomparve. In quel caso, chi fece dell’ipnosi: io o la maestra? Sicuramente entrambi.
L’unica differenza fra lei e me è stata che io, dell’ipnosi, conoscevo il dinamismo, lei no. Non le sfugge certamente il fatto di come l’ipnosi, il potere della parola che si "fa carne", sia usata a proposito e a sproposito e il più delle volte inconsapevolmente da parte di colui che, per ruolo, ha posizioni di prestigio e potere sulle altre persone. Se i genitori, gli insegnanti, gli operatori della salute conoscessero il potere che hanno e che non sanno d'avere, sarebbero molto più attenti a ciò che esce dalle loro bocche. Colui che conosce l’ipnosi sa che "ferisce più la lingua che la spada" e sa che con il medesimo strumento si può aiutare il compagno di percorso che soffre a vincere la sua sofferenza e a superare meno faticosamente gli ostacoli che incontra sul cammino; purché sappia quel che fa in una strategia terapeutica, teoricamente corretta e sperimentata.
Domanda. Concludendo, mi pare d'aver compreso che l’ipnosi non è una terapia a sé con indicazioni e controindicazioni specifiche, ma una potenzialità dell’organismo umano che può essere impiegata da un operatore esperto e consapevole con finalità terapeutiche in una infinità di sofferenze. Mi pare inoltre d'aver compreso che per far terapia non si possa non tenere conto del percorso evolutivo che la persona, nella sua complessità di mente, corpo e anima, sta facendo.
Risposta. Certamente. Aggiungo soltanto al suo dire, che non va neanche dimenticato che proprio nel contesto di detto progetto evolutivo, ogni fatto, compresa la sofferenza, non è a caso ma ha finalità ben precise. Di G.Tirone

ANIMA - DEFINIZIONE DELLA PAROLA

Ricordiamo per inciso, che quella parola deriva da un suono antico composto: ANI + MA:
Queste 2 radici/parole/suoni, significano in fenicio-ebraico antico: ANI = IO (l’essere) e MA = MAteria Matriciale = l’Energia, la MAteria Pensante
ANI, che tradotto dal fenicio e dall’ebraico antico significa: “IO od Ego”; anche queste 3 lettere ANI indicano funzioni essenziali: Unire, Trasformare, Concentrare; se analizziamo lettera per lettera questa parola, otteniamo altre utili ed importanti informazioni: l’ALEF, primo carattere di quegli alfabeti, esprime l’idea del principio astratto di una cosa; descrive il punto di vista; caratterizza l’unità, la potenza, la stabilità, la continuità, l’uomo Universale, il genere umano, l’Essere trasformante la Manifestazione.
La NUN, che è il disegno di 1/2 pesce in quanto l’originale geroglifico Egizio per quel suono disegnava un pesce, rappresenta il figlio dell’Umanità, l’uomo (maschio e femmina), la parte materiale dell’Essere/Ego/IO, il corpo fisico individualizzato e prodotto ed introdotto nelle profondità della materia ma che può risalire alla superficie di essa, per mezzo dello spirito (l’InFormAzione) per comprendere tutta la Manifestazione e l’InFinito.
Lo IOD, rappresenta ogni potenza manifestata, la mano dell’uomo, il suo dito indicatore (l’indice), la manifestazione potenziale, la durata intellettuale e quella dell’Eternità.

Riguardo il termine Biblico ebraico Nephesh = PSICHE; la parola Nephesh ha comunque diversi significati, tra i quali anche Anima.
In genere viene utilizzato per indicare: "essere vivente", "animale vivente", "vita che respira" (sia umana che animale, con corpo fisico).
La doppia radice in Fenicio, Aramaico, Ebraico: "Ani+Ma", divenne con il tempo la parola "anima" in italiano ed intese a descrivere il significato dell'essere vivente fatto di spirito senza il fisico, perdendo quello originale con il significato della radice Ma, che è la radice della parola Ma-teria, Mater, Madre, Mare, ecc.
Qualcuno afferma (per tradizione) che questa parola derivi dalla forma femminile della radice indoeuropea “ane” suffissata (ane-mo); la radice ane indica il “respirare”, questo significato si trova anche nelle radici della parola spirito, delle parole germaniche: ghost, geist; slave: duh, dusa; della parola greca pneuma, dell'egiziano ka ed anche dell'ebraico ruah.
Comunque da qualsiasi lingua od insieme di lingue, essa provenga, il significato non cambia, è sempre il respiro di un essere che vive e che è composto da materia (corpo fisico) e da Spirito (pensiero – coscienza - dell’essere = informazioni) cioè dal suo Ego/IO, che vive nel corpo fisico. L'anima e' cio che Vive, il Vivente: vegetale, animale, umano.

Quindi la parola Anima significa semplicemente l’Ego/IO (Spirito) materializzato in un corpo fisico, - vedi Uomo psicobioelettronico - ciò indica anche che l’anima non può esistere e quindi vivere divisa da un corpo=supporto fisico; essa è evidenziabile e viva solamente quando ha un corpo=supporto fisico, che può essere fatto attualmente come il nostro=corpo umano od animale, oppure essere supportata con altri tipi di corpi fisici: plasmici di energia elettronica, e/o di acqua, e/o di gas, e/o di solidi, ma e comunque l’in-form-azione e/o il pensiero, non può esistere senza un supporto fisico !
Lo Spirito eterno ed indistruttibile, quindi immortale, cioe' L'in-Form-Azione e' di fatto contenuta sempre nel campo elettromagnetico degli Atomi che ci compongono, ma in particolar modo nel (CEM) dell'Aton (atomo) che noi siamo e che e' in fase di continua In-Form-Azione = evoluzione, per rendersi sempre piu' complesso ed informato (entropia negativa = neghentropia).
L'informazione che questo Atom (Ego/IO) raccoglie, la introduce nel suo buco nero interno e cioe' la dona al VuotoQuantoMeccanico, cioe' all'Infinito e dall'Infinito ritorna alla materia della Manifestazione del Creato in un "continum" senza fine... anche attraverso le varie e continue reincarnazioni...
Noi NON abbiamo un'anima, SIAMO un'anima, vivificata dallo Spirito, con corpi diversi (fisici e/o plasmici) a seconda di dove dobbiamo e/o vogliamo recarci!



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Consapevolezza di se stessi:
un antidoto per la sofferenza
- Articolo di Josaya -


In tutta l’umanità c’è la profonda e radicata convinzione di quanto tragico (ed è vero) sia il dolore, di quanto ingiusta e incomprensibile sia la sofferenza del mondo e degli uomini (ed è vero!), di quanto triste tragica e senza evidenti vie d’uscita sia la condizione terrena (ed è vero!), di quanto insensibile e ingiusto sia dire a chi soffre che sbaglia!
Noi abbiamo la convinzione che per quanto vero e inconfutabile, ci sia qualcosa di più, ci sia una motivazione dietro a tutto questo e soprattutto ci sia il modo di evitarlo questo male, questo dolore, questa sofferenza.



Per lo meno a livello individuale e personale al momento - quello universale è un passo più lontano, ma siamo convinti che ci si arriverà e che quello sia lo scopo di arrivo per quanto lontano, ma indubbiamente sempre più vicino -.

Focalizzandoci sulle affermazioni (vere!) fatte in apertura, non facciamo altro che dar fuoco alla miccia del malcontento, delle lamentele, dei piagnistei per lo più giustificatissimi, miccia che porta diretta ai milioni di bidoni di benzina sul baratro di disperazione universale.
Non è lì che vogliamo arrivare!
Perché quelle affermazioni, per quanto vere, sono senza dubbio incomplete e basate su un’ “ignoranza” (inconsapevolezza) di fondo.

Il male è un concetto astratto che non poggia su basi oggettive (questo è un concetto che non ha bisogno di ulteriori prove o argomentazioni) e ciò significa che finiamo per associargli un significato relativo, dipendente dalla nostra sensibilità contingente, esponendoci ad una serie di equivoci e fraintendimenti.
Ogni atto, ogni situazione, ogni evento infatti vengono giudicati, diciamo dall’opinione pubblica (o privata o individuale, non fa differenza il meccanismo è lo stesso) in maniera differente a seconda del punto di vista da cui li si osserva; anche questa è una cosa risaputa e accettata universalmente e non ha bisogno di ulteriori esempi per essere dimostrata!
Una definizione oggettiva accettabile di “male” crediamo che possa coincidere con la concezione che la nostra mente sviluppa in base al dolore che le provoca la situazione definita “male”.

Cioè c’è tanto più male quanto più la nostra mente percepisce il dolore.
Quindi se la nostra mente non avesse esperienza del dolore probabilmente non esisterebbe nemmeno il concetto di “male”.

Di conseguenza senza conoscere la sofferenza non potremmo nemmeno valutare la malvagità, quindi non saremmo nemmeno in grado di valutare se e perché sarebbe meglio scegliere un’opzione piuttosto di un’altra.
Ecco perciò che identificando il male come tutto ciò che provoca in qualche modo sofferenza.
Senza l’esistenza del dolore non sarebbero percepibili la gioia, la felicità e tutti i cosiddetti opposti al “male”.
Questo comunque non significa in nessun modo che pur conoscendolo il dolore esso non sia trascendibile e quindi superabile (al di la di ogni teoria del Karma).
Nella nostra realtà terrena materiale, dove la capacità di sopravvivenza è direttamente proporzionale alla capacità di evitare, o quanto meno superare, tutte le situazioni e le condizioni che sono dannose o letali per la propria incolumità e conservazione, il dolore e la sofferenza rivestono il ruolo insopprimibile di indicatori di tali situazioni.

Se non sapessimo che essere investiti da un auto in corsa può procurare moltissima sofferenza ed essere anche letale per la sopravvivenza dell’individuo, perché ne abbiamo avuto, anche indirettamente, esperienza, non ci preoccuperemmo affatto di guardare a destra e a sinistra prima di attraversare la strada, e non ci importerebbe nulla di prendere le dovute precauzioni per evitare l’impatto e nemmeno ci importerebbe niente di insegnarlo ai nostri figli (tanto per fare un esempio banale ed immediato).
Pertanto il dolore e la sofferenza sono lo strumento che ci è stato fornito per avvisarci che la nostra incolumità (fisica e spirituale) è in qualche modo minacciata!
Perciò evidentemente un mondo, le cui caratteristiche di base si fondano sui principi che nulla è immutabile e le risorse sono relativamente limitate, non può esistere senza la presenza della conoscenza della sofferenza.

Dato che la nostra capacità di provare dolore (definizione oggettiva che abbiamo dato del “male”) è uno strumento essenziale per la conservazione della nostra vita, risulta che il “male” è un ‘attributo necessario’.

Quindi il male diciamo che dipende dalle caratteristiche del nostro mondo, cioè dalle caratteristiche che rendono possibile la conservazione della vita all’interno della realtà incarnata e materiale così come è stata progettata e realizzata contingentemente.

E’ evidente anche che attualmente, nell’epoca in cui viviamo, certe conoscenze di modalità di sopravvivenza sono state acquisite e tramandate, per cui non abbiamo più bisogno di perdere una persona cara travolta da un auto per capire che dobbiamo usare prudenza nell’attraversare la strada, altri nel mondo hanno fatto quest’esperienza anche per noi.
Tuttavia se le emozioni non ci procurassero anche dolore come ci piacerebbe che fosse, non sarebbe in realtà tutto proprio rose e fiori, come si potrebbe pensare a prima vista.



E’ qui che si introduce il concetto di male come opportunità di crescita spirituale.
Come abbiamo visto poco fa per quanto riguarda il dolore fisico, anche la sofferenza emozionale ci permette di comprendere il suo opposto, ossia la gioia e la felicità.
Se noi o qualcuno per noi non avesse fatto esperienza della privazione degli affetti, delle pene d’amore della mancanza di rispetto ecc.. certamente nessuno di noi sarebbe in grado di godere degli opposti di tutto ciò.
Non avrebbero più gran valore sentimenti come l’amore, il rispetto, la stima, l’amicizia ecc se non ci fosse stata l’esperienza della loro mancanza.
Tuttavia la bella notizia è che siamo ad un livello di evoluzione tale per cui la cosiddetta “conoscenza” ci permette di superare il male (dolore) non essendo esso più necessario.

Quindi, una volta raggiunto un certo livello di consapevolezza, la sofferenza smette di essere necessaria e può essere sostituita con strumenti più efficaci e meno invasivi, tuttavia pare che finchè questa consapevolezza non è stata raggiunta il dramma cosiddetto, sia il sistema più utile e più gettonato, per l’elevazione spirituale di ognuno.

Superato un certo livello di consapevolezza l’apprendimento può avvenire efficacemente senza “spargimento di sangue”, è sufficiente volerlo…. ricordi il potere dell’intenzione?
Da una prospettiva “cosmica” l’essere umano non viene nemmeno toccato dalla “tragedia” perchè la verità, osservata dalla prospettiva ampia, è che il
Tutto è Amore.L’Amore non sbaglia e non prevede il dramma.



Tuttavia finchè siamo calati nell’illusione terrena dotati di un sistema percettivo limitato, il male lo sentiamo eccome.
La buona notizia però è che possiamo evitare di manifestarlo.
Sono l’intenzione e il livello di consapevolezza a fare la differenza.
Il potere di una mente consapevole è illimitato.

Consapevolezza di se stessi: un antidoto per la sofferenza - Articolo di Josaya -
tratto dal sito: www.ricchezzavera.com



IL LATO SPIRITUALE DEL SUONO

Avete mai fatto caso alla forza del suono di alcune "parole"? Pensate alla sensazione che ci crea il suono del nostro nome. Ascoltate la parola "Mare" o "Serenità". Il suono è impregnato del loro significato.
Ci sono suoni che non hanno un significato particolare, ma rappresentano lo stesso per noi momenti particolari.
Quando ascoltiamo il suono del vento, della campagna ecco che quasi immediatamente, attraverso i vari suoni, viviamo i paesaggi a loro legati.
Ora immaginate la campagna senza quei suoni particolari, o un temporale senza il rumore dei tuoni. Tutto è irreale, finto, distante dalla realtà.
Quindi, non solo i suoni hanno il potere di evocare sensazioni e paesaggi, ma anche i paesaggi sono importanti per noi, proprio grazie ai suoni.
Anche un film orror senza audio, probabilmente assomiglia più ad un film comico.
L'udito da molti di noi è sottovalutato, proprio perché non si conosce la reale importanza che ricopre nella nostra vita.
Ci sono musiche che nascono proprio con l'intento di cullare l'udito ed evocare paesaggi e sensazioni che hanno il potere di tranquillizzarci.
Quando ciò avviene siamo difronte a musiche importanti, che non seguono solo leggi melodiche o armoniche, ma sopratutto acustiche.



Da molti anni studio l'influenza del suono sulla nostra mente e ho scoperto che esistono successioni di suoni, che attraverso la porta nel nostro udito, arrivano dentro di noi con forza, regalandoci momenti incredibili che spesso "curano" il nostro disagio.

Il suono è vibrazione e in quanto tale produce una sorta di massaggio su tutta la superficie che mette in risonanza.
Se ascoltate con cura un film d'azione quasi certamente vi renderete conto che sotto ai vari suoni e rumori scoprirete una vibrazione bassa, costante, che ha la funzione di tenerci allertati, attenti.
Gli apparati audio presenti sul mercato, proprio per la loro fedeltà di riproduzione, danno alle varie sequenze uno straordinario realismo, non sempre positivo.
Ci preoccupiamo molto e diamo un grande peso alla dieta alimentare, ma io sostengo che dovremmo fare anche molta attenzione alla qualità e alla quantità dei suoni che ingeriamo.
Il suono ci rimane dentro, continua a risuonare nel nostro corpo, colpendo come una pallina nel flipper i nostri organi interni.
Fate quindi molta attenzione a ciò che ascoltate, e proteggete il vostro udito regalandogli dei momenti di vero relax, con suoni nati appositamente per questo. Non sottovalutate se potete la musica, perché ha seriamente il potere di entrarvi dentro senza toccarvi realmente e di farvi anche molto male.
Fate attenzione al volume e al livello di rumore a cui sottoponete non solo il vostro udito, ma l'intero vostro corpo.
Ricordatevi che coprire le vostre orecchie protegge solo il vostro udito, non il vostro petto.
I suoni come incominciamo a vedere hanno un'importanza strategica nella nostra vita e si meritano davvero tutta la nostra attenzione.
Diventate loro amico e imparate a riconoscere quelli dannosi da quelli "buoni". Vedrete che vantaggio che ne trarrete!

Articolo di Massimo Claus
www.myoedizioni.it


LA MARCIA DELLA COSCIENZA

Il primo obiettivo della Vita, è quello di accrescere la CoScienza. Ma si tratta di un processo di lunga durata: per rendersene conto basta vedere come noi stessi, gli esseri umani, possiamo considerare che abbiamo accresciuto, nel corso del tempo, la nostra CoScienza del mondo che ci circonda.

Siamo soliti affermare che la razza umana dispone di Coscienza. Dico "in generale", perché non è passato molto tempo da quando si sosteneva che gli Indiani, o i neri, o quanti altri (si è discusso anche sulle donne!), non disponevano di Coscienza. Di solito si nega che vi sia Coscienza, qualunque sia la razza, al di sotto di una certa età... cosa che ci permette di uccidere senza rimorsi gli embrioni umani che hanno solo qualche settimana: "non sentono niente", si dice (per vestirsi di "buona coscienza").

In generale si è meno esitanti quando si tratta della razza animale, alla quale di solito si nega a torto ogni Coscienza. Quanto al mondo vegetale, porre la questione della Coscienza (di un fiore, o di un albero) fa sorridere...

Perciò, quando Jean E. Charon si è messo a parlare della Coscienza di un elettrone o di un protone, ciò non ha, all'inizio, fatto soltanto sorridere: gli scienziati vollero in primo luogo far fìnta di non capire (essi, in linea generale, non intendono ciò che li imbarazza e ciò che, inoltre, sembra loro "stupido" dal punto di vista "scientifico").
E’ il caso del biologo dell'Istituto Pasteur, Jean-Pier­re Changeux (L'Homme neuronal), che partecipò come me in onda nella trasmissione televisiva "Apostrophes": "Perché parlare ancora oggi dello Spirito, quando la fisico-chi­mica permette attualmente di spiegare tutto per quanto concerne il suo funzionamento ?". Era il 1983.
Dopo si cominciò a non sorridere più... e ci si accorse anche che una tradizione millenaria (Spirituale, ma ritenuta non sapiente, andando i due aspetti solitamente di pari passo nei discorsi "eruditi") vi crede in maniera assoluta.

È vero che, ormai da qualche anno, e come ho spiegato nel primo capitolo, le teorie dette "unitarie" (o di unificazione) in Fisica si sono accorte che, per "unificare", occorreva innanzitutto fare entrare lo Spirito "da qualche parte" nella rappresentazione.
E la Relatività complessa ha, in questo campo, portato avanti e rafforzato le prime idee. Ci si è resi conto che, fin dal livello delle più semplici particelle di materia, bisognava proporre dei "modelli", una parte dei quali era contenuta nelle "dimensioni nascoste". E, assai rapidamente, è emerso che queste "dimensioni nascoste" erano il luogo migliore in cui si potesse "collocare" lo Spirito: giacché, lo abbiamo detto, questo Spirito sarà pure "da qualche parte", inseparabile dalla rappresentazione della materia !

Ma i fisici (e qui hanno ragione) sono persone che "dubitano", e inoltre richiedono delle prove. Ecco perche’ hanno voluto sapere in primo luogo se, con un determinato formalismo matematico (vale a dire in modo "quantitativo"), fosse possibile proporre una rappresentazione della memoria connessa allo Spirito, dunque di ciò che abbiamo chiamato la memoria "Vivente". Ci si è allora resi conto che, dopo più di trent'anni, questo formalismo matematico esisteva, e che bisognava soltanto utilizzarlo ("fusione" delle particele a spin, Louis de Broglie).
Ci si è resi conto anche che la "Coscienza" era lenta ad acquisirsi, che occorrevano miliardi di anni di esperienza... e che la maggior parte delle particelle dette "elementari", quelle che i fisici manipolano nei loro acceleratori, erano praticamente ancora sprovviste di Coscienza... ma disponevano tuttavia di una memoria non "vuota", che bisognerebbe far intervenire ove si voglia cominciare a spiegare "scientificamente" il mondo.
Ma è un processo lungo, la Fisica è un "mulino che è lento a macinare" (Einstein), la Coscienza è altrettanto lenta a maturare; e, per alcune particelle privilegiate che hanno avuto l'opportunità di accrescere la loro Coscienza, ve ne sono molte altre che sono sempre in attesa. (NdR: ma prima o poi arrivano anche loro)

A ben guardare, tuttavia,
vi è come una "marcia" in avanti della Coscienza. Un cammino che, all'inizio dell'evoluzione, risulta, questo è vero, difficilmente individuabile, ma che accompagna tuttavia, senza alcun dubbio, tutto il movimento della Vita, e che Descartes, Leibniz e Pierre Teilhard de Chardin avevano ben saputo discernere nel corso degli ultimi secoli.
In che modo una Coscienza cosi lenta ad elaborarsi può creare un movimento della Vita, in che modo può mettersi "in marcia"? Anche le particelle se ne preoccupano, ed è del pari il loro problema principale. Guardiamole agire, assisteremo ad un processo fondamentale della Vita.
Tratto da “il TUTTO” di J. E. Charon – Ediz. Mediterranee - www.mednat.org
Qual è l'obiettivo della Vita ? Ci siamo già posti tale domanda. Domanda, peraltro, non facile. Possiamo rispondervi in ogni caso al negativo, dicendo ciò che la Vita non ha per obiettivo.
La Vita non è fatta, certamente, solo per « vivere ». Noi disponiamo di alcune diecine di anni di Vita, spesso meno; abbiamo anche visto tutti gli sforzi che ha compiuto la Vita affinché noi possedessimo questo lasso di tempo. Perché dunque le particelle hanno creato la Vita, quando, anch'esse, potrebbero semplicemente « lasciarsi vivere »? Siamo quasi certi, dopo aver studiato con la Relatività complessa il « modello » della particella dì materia, che la particella tende continuamente a sforzarsi di accrescere la Coscienza che essa ha del mondo esterno. Tutta l'evolu­zione, che ha fatto nascere dei vegetali, degli animali e degli esseri umani, ce lo dimostra nella minuscola parte dell'Universo che conosciamo un po', cioè la Terra.
Tutto lo studio « scientifico » di questo mondo esterno ci mostra oggi che l'Universo è, in linea generale, omogeneo e isotropo, che è ovunque composto mediamente dagli stessi materiali, assemblati secondo una stessa composizione, secondo geometrie che si assomigliano, e che esso obbedisce ovunque alle stesse leggi fisiche.
E niente potrebbe farmi credere anche per un istante il contrario, è riempito di una materia che ha (almeno in linea generale) gli stessi obiettivi ovunque.

Non è accettabile la tesi secondo cui la Vita non ha obiettivi o che l'evoluzione è il semplice prodotto delle leggi del caso. Tutto ugualmente ci mostra il contrario nell'Universo. La Vita stessa sarebbe il miglior garante di questo contrario: essa è assai «improbabile» se si suppone che sia stato necessario un « caso » per farla nascere, un caso allora calcolato come talmente improbabile da arrivare presto, come Jacques Monod (Il Caso e la necessità), a questa conclusione: che la Terra avrebbe molte possibilità di « essere la sola depositarla della Vita in tutto l'Universo ».
Conclusione che non è soltanto essa stessa improbabile, ma che, inoltre, non appena vi si rifletta un po', e si pensi all'omogeneità che si scorge nell'Universo esterno, quale che sia la direzione o la distanza verso la quale si volga il nostro sguardo, è una conclusione assurda.

Ma con la Relatività complessa, disponiamo adesso di un « modello » della particella di materia. E abbiamo scoperto, fatto che è ad un tempo particolarmente nuovo e asai importante, che questa particella recava sempre un Immaginario, e dunque una memoria in cui essa può « cumulare » e osservare le informazioni che ha accumulato sull'Universo da quando essa esiste — miliardi di anni. Diviene, dunque, impossibile credere al giorno d'oggi ad una materia unicamente sottoposta alle leggi del caso, o, d'altronde, alle semplici leggi fisiche.
Lo abbiamo mostrato, la particella di materia, ciascuna particella di materia, è dotata al tempo stesso di un « volere » personale e di un « non-volere » che esprime l'evoluzione del Tutto.
E, d'altra parte, abbiamo osservato che la memoria di ciascuna particella di materia, cosi come la sua «Coscienza», non poteva che crescere, e che essa cresceva superando delle «soglie» (come aveva previsto Pierre Teilhard de Chardin}.

Allora, questo obiettivo di tutto l'Universo, Io abbiamo finalmente, non vi può essere oggi alcun dubbio: è l'accrescimento CONTINUO della COSCIENZA.

La Vita ha per obiettivo principale quello di accrescere la Coscienza particellare; la particella individuale di materia appartiene all'Universo, prima di appartenere alla Vita stessa, ed essa stessa ha questo obiettivo: accrescere continuamente la propria Coscienza, ed accrescere cosi, globalmente, la Coscienza di tutto l'Universo (la Coscienza del Tutto), mentre l'Universo « invecchia », vale a dire quando il tempo passa.

In ogni caso, è l'idea che ricorderemo, sul limitare dei nostri studi, in questa opera: la materia evolve ricercando ogni mezzo, nel corso della durata, per accrescere sempre di più la propria Coscienza.

Cosa significa accrescere la propria Coscienza ?
Abbiamo già diffusamente spiegato in che modo, nella Relatività complessa, la Coscienza abbia una evoluzione neghentropica (come la memoria), vale a dire, inversamente all'entropia, possa sia rimanere a Coscienza costante con il tempo, sia aumentare la propria Coscienza, Ma attraverso quale mezzo la particella può aumentare la propria Coscienza ? Si sospetta che essa non possa farlo quanto in realtà vorrebbe, altrimenti sceglierebbe probabilmente di avere immediatamente una Coscienza infinita (ciò che, se la cosa fosse possibile, è riservato al «buon Dio»!).
Esistono due mezzi (e due soltanto) con cui una particella può accrescere la propria Coscienza. E, in primo luogo, come Aristotele ha consigliato « di cominciare con il principio », esamineremo il primo mezzo.
Questo consiste nell'accumulare progressivamente informazioni con il tempo. È, segnatamente, quanto è accaduto fintantoché la particella non aveva trovato il mezzo di « andare più alla svelta ». Cosi, e in primo luogo, le particelle faranno l'esperienza delle interazioni fisiche, che si chiamano interazioni forti, deboli, gravitazionali ed elettromagnetiche.
Queste interazioni, lo abbiamo visto, si accompagnano sempre ad un'onda psi che cercherà di conoscere il mondo esterno del Reale, ed inoltre ad un campo di memoria sigma che conosce il mondo interiore personale della particella considerata. Ma questa conoscenza dipende, è evidente, da ciò che il mio amico Henryk Skolìmowskì (The Theater of the Mind, The Theosophical Publishing House, Wheaton, Illinois, 1984) chiamerebbe la «sensibilità» della particella considerata, vale a dire dei sensi di cui dispone per conoscere al tempo stesso il mondo esterno e il mondo interno della propria Coscienza.
Più sensi ha e più acquisisce Coscienza; e più ha Coscienza, più, correlativamente, possiede sensi.
Ciò significa che, all'inizio, al principio del mondo, le particelle aumentano molto poco la loro Coscienza, giacché hanno costituito soltanto in minima misura quelli che abbiamo chiamato gli « Organismi », i quali precisamente comportano un numero sempre maggiore di sensi (come ci dimostra lo studio dell'evoluzione).
D'altra parte, nella misura in cui il tempo passa, il movimento della Vita si accelera, e più la Vita inventa dei « sensi » per conoscere il mondo esterno e se stessa, più accresce la propria Coscienza, con la conseguenza che !a Coscienza dell'Universo aumenta globalmente sempre più velocemente.

Per riassumere, e come sottolineerebbero i matematici, il numero delle particelle dotate di una Coscienza che permette loro dì interpretare le interazioni fisiche aumenta esponenzialmente, di modo che non stupisce poi troppo che, assai presto dopo il principio del mondo (qualche milione di anni) le particelle « comprendano » le interazioni fisiche — ciò che è servito, come si è visto, a John Archibald Wheeler, direttore del dipartimento di Fisica teorica all'Università del Texas, per abbozzare una teoria dell'apprendimento, da parte delle particelle, delle leggi fisiche, ed anche di sostenere che le leggi fisiche sono apparse progressivamente nel tempo (giacché, prima di ciò, e sempre secondo Wheeler, non vi era alcuna particella per constatare che c'erano delle leggi fisiche).

Ma, come inoltre si vede, se la conoscenza delle leggi fisiche tende ad estendersi rapidamente alla memoria (e, dunque, alla Coscienza) di tutte le particelle di materia, e la cosa si ferma qui, senza andare oltre, la particella conoscerà rapidamente tutto delle leggi fisiche, ma nient'altro. In modo che sarà giustificato constatare che le particelle di materia possiedono tutte una Coscienza che permette loro di interpretare le leggi fisiche del mondo esterno, ma che ciò non va affatto più lontano in queste particelle, esse non conoscono nient'altro, esse hanno una Coscienza che potrebbe essere qualificata come fisica.
Ed è vero, fino al momento in cui non interviene la Vita. Allora, con la Vita, viene inventata dalle particelle la seconda modalità di conoscere, un mezzo molto più « potente » del precedente. Ed è quanto esamineremo adesso.

Ed ecco ancora la Vita che interviene
Attraverso mille svolte, con un progresso della Vita seguito da numerosi regressi, con le esitazioni che si suc­cedono agli istanti di gioia, fondandosi tutto ciò su quell'indispensabile alleato che si chiama il tempo, la Vita progredisce, lentamente, all'inizio molto lentamente, poi, progressivamente, con crescente rapidità.

La Vita, è vero, all'inizio sembra aiutata dal caso. Una struttura ben adattata, o, in ogni caso, « che ha successo », viene riconosciuta dalla Coscienza elementare della particella di materia in quanto tale, e servirà da modello per il progredire della Vita verso livelli sempre più elevati, sempre più perfezionati.
Abbiamo raccontato in un'altra opera (già citata, La Matière et la Vie) le esperienze di Stanley Miller negli Stati Uniti o come la Vita sulla Terra fosse nata a partire dagli oceani del nostro globo. È giusto che non si possa impedire a noi stessi di pensare ad un concorso quanto meno «felice» di circostanze, una situazione che constata come certe strutture e certi materiali, combinati tra dì loro secondo determinate geometrie, sembra che sì siano trovati li nel momento più opportuno, e che sono alla prova dell'esperienza per l'appunto capaci meglio dì altri di accogliere la Vita. Ma qui interviene un fattore che, troppo spesso, i «materialisti» che rendono conto della nascita della Vita sulla Terra passano sotto silenzio: la materia, le particelle semplici, elementari, riconoscono che tale struttura, quantunque edificata in gran parte attraverso il caso, è una struttura in cui la Vita ha successo, è un assemblaggio di materiali in cui la Vita ha successo, è una geometria in cui la Vita ha successo.
Jacques Monod, Jean Rostand e tutti quei razionalisti che (un tempo numerosi) hanno difeso la tesi secondo cui questi risultati erano il frutto del «solo» Caso, si sono grossolanamente sbagliati, cosi grossolanamente che, per parte mia, non esiterei a qualificarli come ricercatori (?) dalla vista corta. Scusatemi se mi sono contenuto (ma dei qualificativi che rispecchiassero più da vicino ciò che penso veramente sarebbero risultati sgarbati).

Ad ogni modo, riconosco volentieri che all'epoca (1966) mi mancava un argomento per il funzionamento della Vita, e che allora presentavo dunque una visione assai incompleta del fenomeno. Oggi che ho studiato con la Relatività complessa il « modello » della particella di materia, risulta chiaro che in questo modello entra in gioco un fattore essenziale per la Vita, e cioè la memoria, la quale, sotto una forma più elaborata, porta il nome di «Coscienza».
È proprio perché la particella scopre il fenomeno dell'Unione, in cui arriva a cedere ad un'altra particella il contenuto della propria memoria, che può, progressivamente, edificarsi una struttura fatta di lunghe molecole (affinché possa entrare in gioco, come abbiamo visto, la legge dei grandi numeri e gli effetti statistici). Il principio della Vita è allora tutto qua, e, secondo l'espressione familiare, non mancherà che « un po' di genio e molto lavoro », perché la Vita, quale noi la conosciamo, nasca e si sviluppi un po' ovunque nell'Universo, non appena le condizioni materiali offriranno « qui e ora » un sito favorevole.

E, con lo sviluppo della Vita, si determina il brusco sviluppo della Coscienza di cui abbiamo parlato. In effetti, in una sola volta, grazie al meraviglioso processo dell'Unione, è la duplicazione della memoria (lo « scambio-memoria ») che diviene possibile in alcuni istanti fin dal livello particolare. Certo, non si crea qui di sana pianta una nuova memoria: occorre, in primo luogo, che vi sia una memoria complessa già prodotta affinché sia possibile in seguito duplicarla, ed anche farla crescere (poiché la nuova memoria di A e B che « si uniscono » è A + B).
Ma chi non vedrà le possibilità offerte qui dalla Vita, che estende il fenomeno cosi prezioso della Coscienza a delle regioni dell'Universo in cui essa era ancora assente un momento prima?
Non appena una struttura particolarmente appropriata alla Vita viene a crearsi per Unione, essa tende a moltiplicarsi in tutto l'Universo, ed a portarsi da questa tappa della Coscienza verso una tappa superiore... fino ad un momento in cui, con la sua memoria, si riverserà su un nuovo stato di Coscienza, una nuova « soglia » della Coscienza, come ci dirà Pierre Teilhard de Chardin.

Nel corso del tempo sono state cosi superate le «soglie » del minerale, del vegetale, dell'animale e dell'umano.
Per attenerci a ciò che conosciamo di questo pianeta Terra. Ma tutto farebbe supporre (se si eccettua il nostro « congenito » antropocentrismo ! ), che la Vita è andata più lontano in qualche angolo dell'Universo, e che un giorno (quanta sofferenza per il nostro antropocentrismo!) noi incontreremo questi esseri la cui Coscienza è molto più sviluppata della nostra, di noi esseri umani.

Alcuni esseri umani se ne rallegreranno, altri, per paura, lo deploreranno. Ma non sembra esservi alcun dubbio che l'elevazione della Coscienza su scala planetaria non potra’ effettuarsi, almeno per lunghi periodi, senza che vi siano dei rapporti diretti di pensiero tra tutti coloro che sono portatori del pensiero su questo pianeta..., vale a dite tutti, quantunque a vari livelli. Ed è impossibile non immaginare che un giorno, forse in un tempo neppure cosi lontano quanto spesso si crede, si stabiliscano delle relazioni tra umani ed «ultraumani».
Chi potrebbe seriamente pensare oggi che questo pianeta Terra abbia la possibilità di svilupparsi senza che vi sia un giorno uno stretto rapporto con il pensiero di «un altro luogo»?
Chi crederebbe che ciò non appaia oggi come un processo altrettanto naturale quanto quello che lega tra di loro umani e animali, animali e vegetali, vegetali e minerali?
Voglio sperare che l'epoca in cui determinate razze umane sono state trattate dalle altre {le «forti»!), come dei sub-umani, o anche talvolta come dei « non-umani », questa epoca sia infine superata e compiuta.
Testo tratto dal sito mednat.org

Video tratto dal sito YouTube del Dott.Giuseppe Tirone

www.tironegiuseppe.it

Questo video, che presenta alcuni brevi fenomeni di recupero di memorie antiche, ha come scopo il commento da parte dell'Autore,
ipnositerapeuta da trent'anni, sui fatti dell'ipnosi regressiva e alla supposta esistenza di vite passate.




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LO SPIRITO E LA PAROLA

In ebraico la parola Spirito viene tradotta con la parola ("ruah"), nome di genere femminile. Ruah significa anche vento, respiro. "Spirito Santo" è "ruah hakodesh".
Per la Religione ebraica con tale termine viene indicata la Potenza divina che può riempire gli uomini, ad esempio i profeti. Questo concetto non ha avuto tuttavia uno sviluppo particolare nell'Ebraismo, come invece si è avuto nel Cristianesimo.
In greco antico Spirito si dice ("Pneuma"; da "pneo-", cioè "respirare/soffiare/aver vita"), da cui deriva il termine pneumatologia con cui è indicata la scienza teologica che studia la relazione tra lo Spirito Santo e la Trinità.
In latino Spirito è "Spiritus" (da "spiro", cioè "respirare", "soffiare").

Lo Spirito Santo è, nella tradizione ebraica, cristiana ed islamica, lo spirito del loro Dio.
Per quasi tutte le confessioni cristiane, lo Spirito Santo è la Terza Persona della Trinità.
Riguardo lo Spirito Santo la teologia cristiana è stata quella sviluppata nei secoli più recenti; per questa ragione le diversità tra le varie confessioni cristiane in questo campo sono maggiori rispetto a quelle riscontrabili rispetto alla teologia su Dio Padre e su Dio Figlio.
Nella fede cattolica lo Spirito Santo procede in egual misura dalle altre due persone, il Padre e il Figlio. Secondo invece la fede delle chiese orientali lo Spirito Santo procede esclusivamente da Dio Padre.
Con il termine tecnico procedere si intende una derivazione che non ha implicazioni temporali, né di priorità, in quanto lo Spirito Santo non è teologicamente a posteriori rispetto alle altre due persone.
In realta’ NON si tratta di “persone” – Chi e’ dio – chi e’ il Cristo, Chi e’ il diavolo o Chi e’ Gesu’ - ma di aspetti, attributi, di un UNICO e solo SPIRITO (infatti esso e' UNO e TRINO nello stesso istante e modo), ma e' anche energia, e quindi materia; in sintesi e’ l’INFINITA IN-FORM-AZIONE, cio’ che si sta formando nel finito, parte dell’INFINITO, che si manifesta attraverso il Vuotoquantomeccanico.
La Psiche e' la presenza dello Spirito in un soggetto, Ego/IO, che mi manifesta nella mente/cervello del soggetto Vivente.Lo Spirito crea attraverso il Verbo che si manifesta attraverso il Suono = LinguaggioParlare significa tradurre sul piano fisico del suono, delle idee e/o sensazioni e quindi delle parole, frasi e/o dei numeri semplici o dei numeri frazionari; ecco anche perché gli antichi avevano legato ogni lettera dell’alfabeto al suo numero corrispondente.
Parlare con la “Giusta Voce”, pronunciare le parole con la “giusta Armonia” ed il “giusto Timbro”, significa formare il “giusto Numero”, la “giusta Vibrazione” per muovere le potenze (frequenze), le forze sui vari piani della Manifestazione.
La Parola detta con la Giusta Voce diviene sinonimo di Parola o Verbo Creatore.Gli antichi, del medio oriente (Egizi, Fenici, Ebrei), attraverso questi 22 iDei, Archetipi o Forme basi,
22 Funzioni fondamentali, 22 Lettere concettuali, 22 Numeri o Leggi basilari,
unite alla forma binaria dei 2 lati contrapposti dell’Energia Fondamentale (Em ed Ef) in eterno movimento,
l’InFinito ARTE-FICE (fare-Arte) costruisce tutto l’UniVerso (verso l’Uno) secondo finalità ben precise:
manifestare ciò che non è manifestabile,
il Pensiero, la CoScienza di sé e dell’Infinito, in corpi definiti.
Parlare significa Creare, portare sul piano fisico, l’iDea informale (la divinità) che è in noi.

Anche il vangelo di Giovanni cap. 1 verso 1 a 3 afferma:
“Nel principio (nelle i-Dee) era la Parola, il Verbo (l’azione del linguaggio) e la parola era con Dio e la parola era Dio.
Essa era nel principio (nell’i-Dea).
Ogni cosa è stata fatta per mezzo di essa e nulla di ciò che è stato fatto è stato fatto senza di essa”.
In questo contesto si inserisce l’Idea della Guarigione anche attraverso il Linguaggio, il Verbo.
Quindi: I-DEA, VERBO (Parola), NUMERO, sono sinonimi su diversi piani di Manifestazione; infatti anche la parola “carattere” ha una duplice definizione: essa è sinonimo della “lettera” nella parola e significa anche carattere come “personalità”; usare il Carattere può significare anche spostare dal piano ideale, intellettuale il desiderio nell’azione scritta.
Ecco la Legge Trinitaria del Creato (IDea + Verbo + Numero = forza dell’Azione creatrice), la quale deriva da un’Unità primordiale e tende ad una nuova Unità, relativamente alle finalità ed ai piani di manifestazione possibile; di conseguenza le lettere del Vero Alfabeto, saranno numerate dall’UNO al DIECI per il Primo gruppo, dalla ALEF alla IOD; con le DECINE per il Secondo gruppo dalla CAF alla ZADE’; con le CENTINAIA per il Terzo gruppo, dalla KAF alla TAU.




Si segue di fatto la sequenza 10 : 8 : 4 , il “ternario”: il 10 (che corrisponde anche alle “dimensioni” di questo piano) il mondo Intellettuale.
L’8 (che corrisponde anche alle dimensioni dei piani ai quali siamo collegati) il mondo mediano, astrale o delle Energie.
Il 4 (che corrisponde anche alle dimensioni del nostro piano) il mondo Elementale o Fisico.
A queste 3 sequenze, bisogna aggiungere una sequenza finale che è fatta di 6 lettere, dalla CAF finale, con valore 500 e che con il 4° gruppo, continua le Centinaia fino all’ALEF finale a valore 1000.
Aggiungendo la 4a sequenza, abbiamo prodotto il concetto del “Perfetto”, l’Incarnato, che è l’Uomo riportato al suo titolo di DIVINO in Carne, quello che dice di sé: IO SONO, l’Alef nell’ALEF, (l’Alef e la Tau) ovvero l’UNO ed il MILLE, il BARASCIT (il Principio, l’Idea) negli AELOHIM (negli Elettroni/Positroni, come prima forma della Materia Pensante e l’Uomo come forma presente)
ovvero Dio nell’UOMO; oppure in altri termini, l’Ego/IO che diventa anche un NOI; l’Uomo Consapevole di sé, degli Altri e dell’Infinito; è l’equivalente dell’Uomo trasformatore e manifestante per il Bene Comune che partecipa alla Manifestazione dell’ImManifesto nel Finito.

Quando gli antichi compresero questi stupendi concetti, capirono anche che con le 22 lettere dell’alfabeto potevano creare un enorme numero di combinazioni; il numero di queste combinazioni è chiamato dai matematici “numero fattoriale”; questo numero è così grande che se scritto, non potrebbe essere contenuto da questa pagina.
Ecco perché si è sempre detto nell’antichità che con 22 segni e dieci criteri di combinazione (il sistema metrico decimale), si può costruire l’Universo; NON si possono ovviamente introdurre segni doppi nell’alfabeto o segni sbagliati, essi devono essere veri ed autentici ideogrammi; questi ideogrammi devono rappresentare “fatti fondamentali”, cioè FUNZIONI.
Essi rappresentano anche 22 suoni, movimenti, vibrazioni fondamentali della struttura dell’Universo; questi suoni modulati dalla bocca sono diversi a seconda della forza con cui la corrente d’aria è emessa dalla bocca ed a seconda della parte di bocca interessata alla modulazione del suono, labbra, palato, gola, denti.

Non sappiamo più con esattezza quali siano i VERI suoni corrispondenti alle 22 Lettere ed a queste Forme, Funzioni fondamentali; nel corso dei millenni esse si sono un po' alterate; è comunque molto utile riprendere in considerazione questi suoni che abbiamo supposto veri; essi ci aiuteranno a risalire al concetto di Nome Vero e di Lingua Vera.

Esempio: se volessimo rappresentare una lampadina elettrica, attraverso le sue forme, funzioni elementari, vedremmo che questo oggetto è caratterizzato solamente da 3 Archetipi:
1) La forma dell’energia.
2) La forma Resistente, cioè la resistenza elettrica.
3) La forma di tutti i contenitori, cioè l’ampolla di vetro.

Sostituendo a queste funzioni le lettere corrispondenti, con i presunti suoni avremmo: per la 1 = A; per la 2 = T; per la 3 = B. La conseguente radice della parola vera diviene A+T+B.
Unendo nell’ordine giusto questi 3 concetti si deve raggiungere l’Idea della Lampadina.

Questa è la grammatica del Pensiero, la strada per recuperare la “Lingua Vera”, i “Nomi Veri” delle cose; un utile libro da leggere su questi temi è: “Gli Archetipi”, gli atomi del pensiero, di Mario Pincherle - ediz. Filelfo, Ancona.
Dopo che avrete letto la parte del DIZIONARIO in questo capitolo, provate a tradurre la parola: AUTIUT che in Italiano è tradotta in ARCHETIPO; essa si scrive in antico Fenicio, Ebraico con queste lettere: ALEF, VAU, TAU, IOD, VAU, TAU e scoprirete i veri significati di questa sublime parola!Testo tratto dal sito www.mednat.org




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